Stampa

Non solo migranti e terrorismo: cosa vuole essere (per l'Ue) la Conferenza di Rodi

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Crisis

Promuovere il dialogo per la gestione collettiva dei problemi dell’intera area Mediterranea orientale, quali guerra, terrorismo, immigrazione e al contempo stimolare la cooperazione in settori altamente strategici come economia, trasporti, energia, istruzione e cultura. Sono gli obiettivi della prima Conferenza sulla sicurezza e stabilità promossa dal Ministero degli Esteri di Grecia nell'isola di Rodi per due giorni (8 e 9 settembre presso l'Hotel Rodos Palace).

 

Saranno presenti numerosi ministri e rappresentanti provenienti da dodici paesi: Albania, Bulgaria, Italia, Croazia, Cipro, Slovacchia e Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Libano, Libia e Tunisia.

L'iniziativa è patrocinata dal ministro degli esteri di Atene, Nikos Kotzias, e si propone come anticamera per la creazione di un appuntamento annuale per il dialogo, con l'obiettivo di approfondire la cooperazione tra i principali attori in una macro area centro di svariate criticità, come le cronache dell'ultimo anno dimostrano.

“Il cosiddetto triangolo di instabilità, formato da Ucraina, Libia e Siria/Iraq, - recita una nota ufficiale - ha effetti negativi sul Mediterraneo orientale, il Medio Oriente e per il Sudest Europa. La crisi migratoria, l'estremismo e la radicalizzazione sono indicatori della situazione critica in corso nella regione”. E'la ragione per cui si rende necessaria “la costruzione di reti accademiche e culturali finalizzate al superamento di stereotipi e pregiudizi, così come gli scambi culturali, che promuovono la comprensione e il rispetto per la diversità”.  

Comments: