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La trasparenza interattiva delle finanze greche

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Crisis

Il governo di Atene vive anni difficili, contrassegnati da battaglie su fronti diversi. È infatti indebitato con l’UE al punto da aver ridotto l’economia statale sull’orlo della bancarotta, sull’altro fronte è costretto, ovviamente, a rendere conto a quella popolazione che è stremata da un tasso di povertà dilagante e dal pericolo della disoccupazione che come un’incudine rischia di abbattersi sulle teste dei lavoratori. Davanti a una situazione così critica il ministro delle finanze Yannis Stournaras ha sperimentato un modo di riscuotere le entrate “interattivo”. Ha deciso di rendere pubblico il bilancio economico con relative entrate e uscite, così da poter presentare ai cittadini i dati aggiornati del progresso ogni volta che ne avranno voglia. Sicuramente in questo momento Stournaras ha trovato il modo migliore per far accettare di buon grado i pagamenti fiscali, dal momento che la Grecia è sicuramente uno stato che manca di credibilità politica interna ed estera, oltre ad avere problemi evidenti di ordine economico e sociale. 
 
Il compito del ministro non è infatti semplice, perché far ripartire uno stato dove ci sono circa 14-15 miliardi di euro di inflazione non è facile, ancora più difficile è il compito di tutelare quella parte della popolazione che ancora paga tasse diventate ormai altissime. Il progresso interattivo è senza dubbio una risposta concreta per incominciare la rinascita economica del paese, confidando in quei cittadini che aggiornati sui progressi, effettuati con scadenze programmate, potrebbero rinnovare la loro fiducia nel governo e magari restringere i tempi di pagamento della Grecia nei confronti dell’UE.
 
Nonostante la situazione tragica che si racconta, la rinascita del Paese non è utopia e non è lontana. Secondo le notizie che arrivano dal Wall Street Journal, sono già state attuate alcune riforme, prima tra tutte la privatizzazione del Totocalcio ellenico. Sembra inoltre essersi finalmente raggiunta la consapevolezza che è necessario rinnovare la classe politica, ponendo fine alla dinastia Papandreou, sostenendo quella figura di Alexis Tsipras, probabile futuro cocchiere di una delle carrozze più mal messe d’Europa. La Grecia è ripartita, grazie a una nuova classe dirigenziale giovane, che è riuscita ad accattivarsi, ancora una volta, forse l’ultima, la fiducia dell’UE e grazie a quella parte della popolazione oggi supervisore dei progressi che il paese fa con i fondi pubblici. Che sia di buon auspicio?
 

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