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Riflessioni ed emozioni greco-italiane, oggi

Scritto da Arianna Caputi on . Postato in Kosmos

Nota è la storica sentenza di Orazio: Graecia capta, ferum victorem coepit.

Grecia euro flagOggi si verifica un altro fenomeno curioso e simile: la Grecia vinta da un’economia malata, per collusione fra politica corrotta, interessi economico-finanziari internazionali, trasparenza dubbia, ha conquistato il cuore di molti italiani (e non solo), convinta come sono che la situazione attuale di crisi possa permettere una migliore e reciproca conoscenza di questa terra meravigliosa che ha dato i fondamenti del pensiero alla civiltà occidentale, avviando soprattutto i due popoli a cui appartengo verso quella collaborazione che la comune origine, gli interessi economici e politici impongono loro, in un’Europa divisa tra chi più possiede e chi meno possiede.

La Grecia attuale non riesce a diventare massa, ma diventa il simbolo di una crisi di sistema che essa ha subito compreso, che invade e corrode anche altri stati e popoli. Ciò nonostante, tra la tristezza e il dolore attuali, la sostanza umana dei greci è tanto forte e definita a spigoli vivi, che tutte le correnti del pensiero dei suoi invasori, essa le ha decomposte in parte o assorbite in sé; e i greci della diaspora, sparpagliata per il mondo, restano inattaccabili dagli acidi della distanza e del tempo, legati alla propria terra, petrosa e bella, come a una inesausta sorgente di vita.

Il greco di oggi è come nei tempi antichi, dialettico, sofista, fiero, rifiuta le idee fatte, ha curiosità intellettuale, è un uomo politico; ha in sé l’aria, il respiro e colore del mare e niente del vecchio greco è cambiato, pazzo come nessuno della propria terra, tanto da tormentarla, a volte, senza posa, come hanno fatto alcuni suoi politici moderni e tuffarla nella tragedia per apparire sulle prime pagine dei giornali odierni.

Non c’è differenza tra i greci dell’antichità e quelli di oggi, l’unica differenza è nell’intensità del tono; il turista, se è attento, rivede nelle vie di qualche villaggio o di Atene, il mendicante che prende soldi dal passante, non con la preghiera ma con sarcasmo, a somiglianza di come, una volta, facevano i cinici mutevoli, critici, anziché immobili e conservatori. Molti politici attuali, stranieri e non (l’onorevole Casini), privi di cultura e forse nudi di qualche lettura di Platone o di Saffo, quando si parla della Grecia di oggi, non riescono a trattenere un sorriso, forse di commiserazione, dimostrando superficialità e avversione gratuite e ignoranza protettrice della meschinità umana, senza intendere che persino la ferrea logica delle argomentazioni con cui giustificano le proprie tesi, risale all’universalità del pensiero greco.

I greci di oggi sono come quelli antichi, di mente sveglia, ribelli e pronti a riguardare sempre l’autorità costituita, qualunque essa sia, con diffidenza, e individualisti come gli italiani ma più degli italiani, spesso politicamente in subbuglio perché permeati di vis pugnandi, mai silente, insofferenti di ogni giogo, specie se questo si nutre di furto, speculazione, mancanza di senso etico che dovrebbe costituire la forza della politica, servizio da offrire per il bene pubblico.

E a proposito ancora degli italiani, ricordo tra i racconti di mio nonno militare a Kos, nell’Egeo durante la seconda guerra mondiale, allorquando i soldati italiani, disarmati dopo l’8 settembre, passarono come greggi miserabili sul territorio greco, non ebbero un sorriso di scherno dal popolo greco, anzi atti di pietà, di solidarietà umana, di conforto, di comprensione, di aiuto, di nascondigli per molti di essi, a rischio della propria vita, perché il popolo greco è un popolo che la storia umana che ha vissuto più volte, ha reso generoso, intelligente e prodigo anche verso chi lo ha colpito per un breve periodo di ingiustificata ostilità imposta da Mussolini.

E’ sempre auspicabile, pertanto, una collaborazione che deve avvenire continuamente attraverso considerazioni che tra i due popoli non esistono interessi politici o economici contrastanti, in un Mediterraneo diverso da un’Europa del Nord, mentre esistono fortissime analogie di costumanze e aspirazioni, ma soprattutto esiste comunanza di forme spirituali derivate da quella ricchezza di storia espressa e vantata con ragione da questa nobile terra che più volte e in più tempi è stata riproposta anche dalla storia italiana, pur con modalità diverse.

La serenità di giudizio e la obiettività di valutazione attuale devono venire non da posizioni francescane ma dall’umana conoscenza dei popoli (conoscenza non convinta e mancante a turisti sprovveduti che la visitano) e dalla sofferenza e dal forte disagio in cui versa parte della popolazione greca e italiana. La Grecia è una piccolissima potenza mondiale di idee, per il suo essere stata terra indomita ed eroica anche nelle avversità della storia; certamente la rimessa in efficienza di importanti aspetti dell’economia greca sarà meno facile di quanto si creda; noi italiani dovremo collaborare in qualche misura, serenamente e sempre e non dovremo tralasciare nulla per essere reciprocamente utili, date le forti similitudini di congiuntura economica, pur nella differenziazione geo-politica.

E per finire, non si dimentichi che la Grecia di oggi non è solo malata nell’economia ma è malata di una sua malattia molto antica, malata di intelligenza. Nessun evento storico è riuscito ad addormentare la sua irrequieta energia mentale e se non si tiene presente ciò, non si può comprendere la storia della Grecia antica e moderna e perché la sua storia di oggi sia quasi il prolungamento biologico di quella antica.

L’intelligenza si paga e si paga sempre e chi ne è malato, non può aver mai riposo. L’intelligenza dei Greci nei secoli, si è applicata a molti ambiti, addirittura vitali, per la civiltà dell’Occidente e del mondo intero. Quando altre genti erano dentro il sonno spirituale dell’orda, la gente greca aveva già elaborato il suo spirito sottile e individuale, quello spirito che la farà riemergere viva di immaginazione e iniziative feconde, ne sono certa!

E allora gli Dei greci, che ancora abitano questo lembo di terra, simbolo di bellezza perenne, all’improvviso torneranno a suonare forte, anzi fortissimo, per mandare all’Ade (cosi viene ancora chiamato l’aldilà) tutti coloro che momentaneamente,  forse inconsapevolmente, non le sorridono!

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