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Progetto Mesogheios: la solidarietà di Intersos

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Kosmos

E’stato inaugurato oggi a Crotone il “Progetto Mesoghios”, a cura di INTERSOS, l’organizzazione umanitaria senza fini di lucro, che opera a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di calamità naturali e di conflitti armati. Portavoce del progetto è Cesare Fermi, responsabile della programmazione nazionale dell’associazione.

Nata ormai 22 anni fa, oggi INTERSOS ha spostato la sua lente d’ingrandimento su quelli che sono i problemi del nostro mare e dei territori ad esso collegati. E’ stato proprio Fermi ragionando con Mondogreco a spiegarne le ragioni.
 
Mesoghios è il nome greco del mare che oramai da tempo balza agli onori delle cronache per essere diventato teatro di morti e continue tragedie, non più per la bellezza dei suoi paesaggi che tanto lustro gli avevano portato.  Oggi, dice, tutte le famiglie dell’Africa, Medio Oriente e Asia minore impostano la loro vita nell’ attesa che un membro viaggi verso il nord del mondo. La disperata ricerca dell’”America” da parte di queste persone ha riflessi devastanti sulle regioni d’origine, che vedono partire la parte produttiva della loro economia  e lasciano il fianco scoperto alla speculazione di chi organizza i viaggi della speranza. I risultati sono noti a tutti. Nel racconto del lavoro che svolgono, Fermi illustra un Mediterraneo che è tornato ad essere il centro del mondo, come ai tempi della Magna Grecia. 
 
In questo contesto l’Italia si pone come imbuto sociale. L’approdo nel Belpaese è solo un primo passo per raggiungere quelle terre del nord Europa alla ricerca di solidità economica, nel 2014 garantita solo a chi abita da Berlino in su. Intersos parte da Crotone, terra che un tempo era parte importante del territorio della Magna Grecia, e che ha chiesto l’aiuto di tutte quelle associazioni già attive nella zona, dopo aver firmato un protocollo d’intesa con la ASP 
 
È proprio sulle coste italiane che adesso si sta consumando un’urgenza sociale ed umana che non può essere ignorata, a cui offre sostegno il Cara di Sant’Anna, il più grande d’Europa. Grazie all’intervento di questa associazione no profit è stato costruito un ambulatorio destinato ad aiutare  migranti, richiedenti asilo ed anche italiani in difficoltà. Nei prossimi mesi partirà anche un team mobile di specialisti che si recheranno nei luoghi di bisogno nel crotonese, per prestare assistenza a coloro i quali sono impossibilitati a recarsi nella sede principale. Anche uno sportello di supporto socio-legale sorgerà per garantire questo genere di assistenza a chi nella nostra società rimane ai margini: indigenti, migranti, richiedenti asilo.
 
 
 
 

 

 

 

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