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PamEkloghies: e se fosse il Fiume a spazzare via la crisi ellenica?

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Politikì

Seconda puntata del viaggio di Mondo Greco verso le elezioni del prossimo 25 gennaio. Il fiume, To Potami, è un movimento fondato poco prima delle scorse europee dal giornalista Stavros Theodorakis. In quaranta giorni riuscì, a maggio, a centrare il 4%. Oggi, quando è dato come possibile sorpresa al terzo posto, chiede l'abolizione della tassa di proprietà sulla prima casa e la ridefinizione delle frequenze televisive.

 

LAMIA - Dalla tv alla politica passando per un minivan e una tenda da campeggio. Un salto che, per dirne una in Italia, è stato parecchio di moda e che oggi anche in Grecia è diventato parte di una strategia di comunicazione. Stavros Theodorakis, cretese, ha iniziato la sua carriera di giornalista nel 1984. Ha lavorato in varie stazioni radiofoniche, da 902 FM a Radio SKY, ma anche in giornali come Il Sud e l'edizione domenicale di Eleftherotypia, pubblicando tre libri: "Confessioni dei protagonisti", "My People", "Quello che viviamo". Nel 2000 inizia la trasmissione Cast sul canale NET di ERT e dal 2006 si trasferisce alla rete privata Mega. Nel 2010 assieme ad altri 24 giornalisti come Maria Houkli, George Kampourakis, Tasos Telloglou ha fondato il sito Protagon.gr.

Ma cosa propone Potami? Contando su una campagna elettorale fatta a bordo di un minivan e con una tenda da campeggio che monta di volta in volta dove serve, Theodorakis si schiera a difesa della casa di proprietà e contro la nuova tassa Enfia che comporta, in caso di mancato pagamento, anche il pignoramento dell'immobile. E sostiene che dopo i licenziamenti in massa nel settore pubblico non si può entrare a gamba tesa su un bene basilare come appunto la prima casa. Per cui propone di attingere risorse dalla drastica riduzione del finanziamento dei partiti e dall'abolizione dei privilegi fiscali e previdenziali.

"Se qualcuno ha una prima casa e non ha altre attività non può pagare né l'Enfia né affitto", ha detto ieri durante un'intervista televisiva. I partiti dovrebbero ridurre i finanziamenti al minimo per pagare i loro debiti (in gran parte con le stesse banche che due giorni fa hanno alzato bandiera bianca alla Bce), per lanciare la revoca dell'immunità parlamentare, ma senza effetto retroattivo, mentre i deputati dovrebbero restare senza privilegi fiscali o pensionistici.

Chiede inoltre che la tassazione sia equamente distribuita, ovvero chi ha una grande proprietà è giusto che paghi di più, nella consapevolezza che "l'escalation della tassa dipende dal reddito".

LEGGI L'OPINIONE SUL POTAMI DI DIMITRI DELIOLANES (Vi racconto il già prosciugato fiume greco: To potami. Di Dimitri Deliolanes)

 Definisce l'aumento dell'Iva deciso dal governo di larghe intese conservatori-socialisti come una “scelta sciatta”, al pari dei 15mila licenziamenti nel settore pubblico su cui però ha una posizione controversa. Theodorakis dice che la riforma complessiva del settore pubblico deve tenere presente la valutazione di strutture e funzionari, accanto ad una macchina burocratica snella che non espanda ancora il settore pubblico. "Siamo a favore di licenziamenti quando qualcuno non sta facendo bene il suo lavoro. Ma non c'è ragione per cui oggi lo Stato faccia licenziamenti di massa".

Impossibile che qualcuno nella società greca oggi viva con soli 500 euro al mese per cui apre alla proposta avanzata da Syriza di reintrodurre la tredicesima per gli stipendi fino a 700 euro, che l'attuale governo ha tagliato. Propone anche misure grilline: i partiti facciano una campagna elettorale con massimo 200.000 euro e definisce l'esperienze in politica come una vocazione a tempo, fatta per un periodo particolare, senza quindi privilegi fiscali o pensionistici per chi la pratica.

E la nuova tv pubblica Neritan che il governo ha voluto fortemente al posto di Ert, chiusa con un blitz delle teste di cuoio? Neritan non soddisfa il cittadino greco, asserisce: "Dobbiamo immaginare una nuova televisione pubblica greca. E contro l'arbitrarietà dei mezzi privati, usare una televisione pubblica che protegga i cittadini inseguendo il più possibile la verità". Per cui propone che i soggetti privati che dispongono frequenze televisive le paghino allo Stato. Cosa che in Grecia non si mai verificata fino ad oggi.

twitter@FDepalo

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