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Varoufakis un genio e Tsipras non è antieuropeista: la versione di Labrinopoulos

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Politikì

E’ ancora stallo tra Grecia e creditori internazionali, nonostante l’ottimismo dei mercati chiusi in positivo. Parole di irrigidimento quelle arrivate dal presidente della Commissione Jean Claude Juncker, che al termine della riunione di ieri ha auspicato il raggiungimento dell’accordo in tempi molto brevi. Le parole di Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, non lasciano spazio invece ad interpretazioni: "C'è ancora molto, moltissimo da fare", ha detto al termine dell’incontro. Ecco l'opinione di George Lambrinopulos, decano della stampa estera a Roma. 
 
I greci oggi vogliono il ritorno della dracma?
Secondo me l’euro in Grecia non ha portato tanti benefici. Certamente qualcuno spera nel ritorno della dracma, purtroppo per il popolo ellenico la moneta unica ha significato solamente tasse e povertà. Un buon 70% dei cittadini vuole fortemente il ritorno alla vecchia valuta, sperando che questa possa riprendersi in pochi anni così da tornare sul mercato come una nazione forte. Secondo me l’euro è una moneta senza patria, senza una vera banca di riferimento ed è pari a dracma, marco e lire.
 
Quella di Tsipras dopo l'eurogruppo di ieri è una marcia indietro?
No, non credo che sia una marcia indietro. Anzi. Tsipras va avanti seguendo il suo programma elettorale, ha promesso ai greci di salvarli dalla crisi che ha affossato il paese e ci sta provando in tutti i modi ad impedire l’uscita dall’euro. Il leader di Syriza non è un antieuropeista, tutt’altro, però al centro dell’Europa vorrebbe che ci fossero gli uomini, l’antropos, e non banche e banchieri. Il suo atteggiamento rappresenta oggi una vera e propria rivisitazione del programma, il cui unico obiettivo è rimanere all’interno dell’Unione Europea.
 
Cosa guadagna e cosa perde la Grecia da un accordo simile?
Da un accordo del genere la Grecia non ci guadagna granché, secondo me quello che il governo vuole evitare ad ogni costo è trovarsi nella situazione odierna tra sei mesi.  I punti su cui Tsipras e Varoufakis stanno lavorando sono diversi, su tutti però la richiesta verte sul pagamento di rate a più ampio respiro temporale. In questo modo il governo avrebbe possibilità di concedere ai propri cittadini paghe e pensioni più alte; una cosa è certa, il regime di austerity imposto fino ad oggi da Bruxelles in Grecia, non può essere applicato più. Il problema della Grecia ritengo sia un altro.
 
Quale?
L’Europa è una scacchiera più grande di quanto non si immagini. L’America  infatti non vuole perdere la Grecia, oggi ancora parte di un sistema filo occidentale di cui gli States sono capobranco, e soprattutto non vuole che sia la Russia a mettere le mani sull’Ellade. E’ stato proprio Putin a proporre ai capi del governo ellenico diversi accordi commerciali, più vantaggiosi di quelli provenienti dall’UE. La Grecia oggi rappresenta il fallimento della Comunità Europea, incapace di aiutare uno stato membro in difficoltà ed allo stesso tempo frenata dai grandi paesi che non hanno alcun interesse ad investire i loro soldi in una nazione con il bilancio in negativo.
 
C'è stato in questi anni un sentimento europeo anti Grecia?
Premessa, è una mia personalissima opinione, ma non credo che i popoli europei siano nemici della Grecia. E’ possibile che i governi ne siano spaventati però. Le super potenze hanno usato la Grecia come un esperimento: hanno dimostrato agli altri paesi del sud dell’Europa (Paesi PIIGS: Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, ndr) come una nazione entrata nell’euro, già in una situazione economica difficoltosa, possa facilemente “rovinare il giocattolo”. La Grecia è spesso accusata di essere la causa del fallimento della moneta unica, da quanto ho potuto notare io però, i popoli sono molto vicini alle genti greche, nella stessa Italia Tsipras gode di più stima rispetto a Renzi, reo di non essersi mai realmente rivolto ai cittadini.
 
Si aspettava un atteggiamento diverso anche da parte dell'Italia o è stato Tsipras a forzare la mano?
Tsipras era un grandissimo ammiratore di Renzi, creatore di un Pd inizialmente forte. La posizione dei due però con il tempo è stata sempre più distante, il premier italiano ha “eliminato” dalla contesa politica prima Bersani, poi Berlusconi con il patto del Nazareno e infine lo stesso Tsipras, a cui aveva teso la mano salvo poi ritrarla all’ultimo minuto per sposare le posizioni della cancelliera Merkel. Tsipras ha sempre cercato di avere dei buoni rapporti con l’Italia, credendo parecchio nell’amicizia di Renzi, purtroppo dall’altra parte non c’è stata la stessa intenzione.
 
Varoufakis è un giocatore d'azzardo come lo definisce l'Europa o un grande stratega?
Il professor Varoufakis è una persona di grandissima qualità. E’ la persona che ha provato più di tutti a salvare la Grecia, i suoi corrispettivi lo odiano perché ha capacità che altri non hanno. E’ una persona che se dovesse portare avanti la sua politica economica, probabilmente sarebbe in grado di salvare la Grecia.
 
Il Grexit quanto avvicina la Grecia alla Russia e quanto porta la Russia in Europa?
La Russia ha fatto tre accordi importantissimi con la Grecia, su tutti il gasdotto Gazprom. Putin vede nella Grecia l’opportunità di dimostrare alla Ue quanto sia in realtà un’entità sfaldata al suo interno e soprattutto le terre elleniche rappresentano un ponte vantaggioso sul Mediterraneo, al punto di proporre al governo Tsipras nuovi accordi commerciali se dovesse decidere di firmare il “Grexit”.
 
Se la Grecia dovesse uscire dall’euro, chi sarebbe il vero sconfitto? Europa, America o la stessa Grecia?
Indubbiamente l’Europa è incapace di dimostrare la sua unità, in politica estera e in quella interna, al punto da lasciar affondare uno stato membro. Noi stiamo imponendo ai paesi del sud la politica dell’austerity, condannandoli ad una fine certa. Oggi Tsipras è l’unico che sta combattendo contro la politica di Bruxelles.
 

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