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Migranti, il ministro Xydakis a Roma: "La chiave di tutto? E'la Turchia"

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Politikì

La chiave per sbloccare la matassa dei migranti? E'la Turchia. Ne è convinto il ministro greco per gli affari europei Nikos Xydakis, ieri in visita a Roma. Prima ha incontrato il suoi omologhi Sandro Gozi, Enzo Amendola e Filippo Bubbico per fare il punto sulla cooperazione italogreca. E in serata, ospiti dell'ambasciatore greco a Roma, Themistoclis Demiris, ha incontrato la stampa per un dinner-briefing.
Secondo Xydakis l’Ue ha bisogno di Ankara e Ankara ha bisogno dell’Ue. "La Turchia ha le chiavi della porta. La Grecia è solo l'inizio del corridoio. Alcuni Paesi europei hanno chiuso i confini, così noi dobbiamo parlare e fidarci del nostro vicino", è la sua tesi.
 
La strada da percorrere, quindi, per tentare di uscire dall'impasse è quella del dialogo multilivello, coinvolgendo soprattutto i vicini di casa di Ankara che però in occasione del vertice Ue-Turchia hanno, come è noto, alzato il prezzo: oltre ai tre miliardi di euro in più rispetto a quelli pattuiti, chiedono anche un avvicinamento all'Unione Europea, in termini di facilitazione di visti, anche se ieri proprio ministro degli Affari Europei di Ankara Bozkir ha usato parole forti.
 
L'accordo prevede che «il numero di migranti che saranno rimandati alla Turchia non è di milioni» ma al massimo di «decine di migliaia», ha detto, e Ankara inizierà a riprendere i rifugiati solo quando quelli già sul territorio europeo saranno stati ricollocati nei vari Paesi.
Senza contare i quotidiani sconfinamenti aerei dei caccia turchi nei cieli ellenici che continuano a passare otto silenzio.
 
Ma Xydakis ha scelto di spargere miele in occasione della sua tappa romana, convinto che non sarà con una politica di contrapposizioni che Atene potrà riuscire a risolvere questo imbuto da 41mila profughi che attualmente è presente in Grecia.
Stimolato dalle domande dei giornalisti, il ministro ellenico ha anche avuto l'occasione di fare una panoramica sullo stato di salute complessivo della famiglia europea. "Angela Merkel? E' una specie di Jacques Delors - ha detto - ormai speriamo migliori anche dal punto di vista della tattica".
 
Ma il nodo, oggi, si potrebbe stringere alla voce rotta albanese, quindi italiana. "I disperati vanno dove trovano strada" osserva, corroborando i timori di chi già in Salento si sta preparando al peggio. Infatti i Carabinieri italiani sarebbero già stati posizionati al confine greco-albanese per aiutare l'Albania a presidiare una frontiera colabrodo come quella del Dodecaneso. E' la prima volta dopo la guerra del '40 che alla frontiera albanese ci sono segmenti militari italiani. I pattugliamenti comuni secondo alcune fonti militari inizieranno domani. Allo stesso tempo, la Bulgaria ha già dispiegato truppe lungo il confine.
 
Infine Xydakis si congeda con una battuta sulle parole del presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, che aveva ringraziato i Paesi dei Balcani parlando del tema migranti. "Sono inaccettabili", precisa, così come i muri eretti dai Balcani per isolare la Grecia che rappresentano "la risposta sbagliata".

 

 

 

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