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Ue: la Grecia restituisca fondi sull’agricoltura

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Politikì

Ancora tasse che si abbattono come mannaie sulla Grecia, ultima ruota del grande carro europeo. Risale a giovedì l’ultimo avviso in cui l’Unione Europea, al termine del controllo sulla pac, ha riscontrato un uso scorretto del fondo comunitario. I problemi sembrano non finire mai per Antonis Samaras, presidente del consiglio greco. Atene è stata per l’ennesima volta richiamata all’ordine da Bruxelles, poiché ha sfruttato impropriamente i fondi pac, destinati alla politica agricola, sommando un debito di 107 milioni di euro con la comunità europea. La Grecia detiene ancora una volta un primato negativo, seguita a ruota dalla Polonia (79,9 milioni) e dalla Gran Bretagna (10,3 milioni). Nel messaggio della Commissione Ue risulta chiaro che vengono attribuite tutte le responsabilità in merito all’utilizzo di questi fondi ai paesi beneficiari, mentre l’esecutivo europeo ha il compito di visionarne l’effettivo impiego. A finire nella morsa del controllo di Bruxelles è stata per prima la Grecia, ad oggi lo stato facente parte della comunità europea che sta attraversando una fase economica tragica, conta infatti un tasso di disoccupazione da record nella sua storia, toccando il 27,2%, e ammontando un debito pubblico pari al 152,6% del Pil. Nell’usufruire di questi fondi la Grecia è però venuta meno al rispetto delle regole sul rendimento minimo delle uve secche, che costerà la restituzione di 83 milioni, i quali si aggiungeranno ai 24 milioni che dovrà pagare per l’irregolare registrazione del bestiame e per i controlli premi sugli animali. In questa particolare classifica, senza dubbio poco lusinghiera, al secondo posto troviamo la Polonia, che deve il suo debito all’inefficienza dei controlli nell’applicazione iniziale e allo sviluppo errato dei 'business plan' della misura destinata alle fattorie di semi-sussistenza. Il rischio che incombe su queste nazioni è quello di aver oltrepassato il margine di errore consentito loro, e che ai massimi livelli si pensi all’Europa senza la Grecia e senza chi come lei ne rallenterà lo sviluppo, l’avviso all’Italia è stato mandato.
 

 

 

 

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