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Il Pasok chiarisca: ora o mai più

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Politikì

Il presunto buco da 116 milioni di euro nella gestione "Papandreou" del partito socialista greco del Pasok, rilanciato dal quotidiano ellenico Ethnos con dati e cifre imbarazzanti, merita chiarezza. Anzi, è il popolo greco che, in questa storia come nello scandalo della Lista Lagarde e delle Olimpiadi del 2004 costate il triplo del previsto, merita non solo chiarezza ma rispetto. Perché se il Wall Street Journal apprezza gli sforzi del paese capace di compiere passi in avanti verso l'austerità e il risparmio, il merito è di chi ha pagato le tasse, restando senza un euro in tasca o senza la luce nel proprio appartamento, visto che la tassa sugli immobili compare in bolletta e ai morosi lo stato semplicemente taglia la luce. 
E'sufficiente il macro dato sulla disoccupazione record in Grecia al 27% (tra i 30enni si arriva ala 55%) per certificare un default di fatto già avvenuto.
 
In questo scenario il silenzio dei dirigenti del Pasok, da stigmatizzare così come domani quello di altri di diverso colore politico se saranno nelle medesime situazioni, non è un segno di rispetto per coloro i quali stanno, in solitudine, portando sulle spalle il peso di tre memorandum. Leggere di fiumi di denaro spesi per manifestazioni mai avvenute, o per viaggi all'estero (ben 53 milioni) o per prestiti a mogli di prestigiosi manager di stato, fa male a chi non campa più nella Grecia dove i suicidi da crisi hanno sfondato quota duemila.
 
Che allora si faccia chiarezza, anziché insultarsi sui giornali o in tv: i dirigenti del Pasok, presenti e passati, se non hanno nulla da nascondere facciano mostra di documenti, carte e ricevute per provare la propria innocenza. Lo si deve a chi sta pagando un prezzo davvero molto alto nell'Europa in procinto di sgretolarsi.
 
twitter@FDepalo

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