Stampa

Un greco salverà la musica classica?

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Teknes

Oggi il nome del greco Teodor Currentzis, nella musica classica è più pesante di quello di un qualsiasi altro direttore d’orchestra del secolo. Anarchico compositore, dall’aspetto di un ragazzino, dimostra 25 anni quando la sua carta di identità ne denuncia 41, da qualche anno si è ritirato sui monti Urali con un unico obiettivo: salvare la musica classica. Infatti il rivoluzionario compositore ateniese ha apertamente dichiarato guerra alla musica degli anni 2000, governata da un sistema che la controlla. Currentzis denuncia un mondo in cui la musica non viene più apprezzata perché inflazionata, il greco invita tutti a pensare addirittura ad una società in mano ad un dittatore che proibisce la diffusione di ogni forma musicale, allora, dice il compositore, saremmo tutti, di notte, di nascosto, ad ascoltare in cuffia le radio pirata. La musica risorgerebbe dal silenzio, carica di forza e di potere. Per far rinascere questa antichissima e stupenda forma artistica, il compositore vorrebbe vedere decadere i luoghi di culto della musica moderna, il suo sogno infatti è suonare in piccoli teatri con gente davvero appassionata, facendo riavvicinare sì i giovani alla musica ma non tramite escamotage o nuovi idoli. Ma insegnando loro una passione da portare avanti tutta la vita.
 
Nei sogni di Currentzis c’è quello di veder cadere la Scala, il Covent Garden o il Met, sogna il fallimento dei supermarket della musica come MTV. Ritiratosi a Pern, luogo da dove scrive e compone davanti ad un bicchiere di vino,  con chi come lui condivide la sua passione per una musica indipendente. Le sue parole sono di chi sta realizzando il suo sogno: “A Perm abbiamo fatto a pezzi la routine che uccide l’arte. Vogliamo colpire al cuore un sistema che programma le opere e scrittura gli artisti con cinque anni di anticipo. Non era così ai tempi di Caruso”.
 
I suoi concerti sono diversi da tutti gli altri. Il suo ingresso è introdotto da un passo quasi militare, pesante, quando inizia la musica poi, il compositore e la sua orchestra creano un rapporto empatico di unione tra loro e il pubblico, al punto da dare l’impressione di aver creato un legame tra chi suona e chi ascolta. 
 
 

 

 

 

Comments:

Mondogreco sui Social Media

seguici su questi network

facebook twitter google+