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White Dragon, la scommessa greca per diventare super green

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Teknes

Si chiama White Dragon il progetto che permetterà alla Grecia di connettere le esigenze dei players di gas, petrolio e costruzioni che hanno unito le forze con istituti di ricerca in Grecia e partner stranieri. Si tratta di un progetto sull'idrogeno verde del valore di almeno 2,5 miliardi di euro, con combustibile prodotto dall'acqua utilizzando elettricità da fonti rinnovabili, che prevede anche il collegamento con i gasdotti.

 Il progetto è destinato al teleriscaldamento, all'esportazione tramite la TAP e al rifornimento di autobus e camion. Una rivoluzione nella Grecia che fino a pochi anni fa collezionava multe dall'Ue per livelli di mancata trasformazione green. La Commissione europea sta ricevendo proposte simili dagli stati membri. Il consorzio greco ha chiesto a Bruxelles lo status di importante progetto di comune interesse europeo (IPCEI) nell'ambito del programma Hydrogen Europe.

White dragon quindi è il progetto presentato da Public Gas Corp. (DEPA) coordinatore del gruppo industriale che comprende players come Motor Oil, Hellenic Gas Transmission System Operator (DESFA), Mytilineos, Hellenic Petroleum, Terna e il produttore di autobus polacco Solaris. Sono coinvolti anche il Center for Research and Technology Hellas - CERTH (noto anche con l'acronimo greco EKETA) e il National Center for Scientific Research Demokritos.

L'intero investimento potrebbe essere esteso fino a 4 miliardi di euro, a seconda delle dimensioni delle centrali solari che verranno installate. Si prevede che la capacità di produzione di idrogeno raggiungerà i 3,9 GW entro il 2028 o 16.000 tonnellate all'anno. White Dragon include un gasdotto lungo 122 chilometri da 540 milioni di euro e recentemente approvato dall'Autorità di regolamentazione per l'energia ellenica.

Inoltre parallelamente ai progetti è stata avviata una mega riforma delle autorizzazioni per gli interventi green, eliminando una precedente legge assurda che non sanava le sovrapposizioni territoriali, tra enti e soggetti privati. Verrà inoltre snellita la digitalizzazione del processo di candidatura, eliminando le fasi amministrative in eccesso al fine di abbattere i tempi tra progettazione e realizzazione.

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