ARTE E RELIGIONE

Simposio a Bari il 7 dicembre 2006

"L’Arte Bizantina di Cipro. Un patrimonio da salvare"

di Francesco De Palo

 



Il prof. Charalampos Chotzakoglou (Libera Università di Atene) e il dott. Ioannis Iliadis (Museo Bizantino, di Nicosia - Cipro)
Quando nel 1974 le truppe turche invasero l’isola di Cipro, nessuno si sarebbe mai immaginato che a distanza di trent’anni stessimo qui a fare i conti con l’immensa razzia di opere d’arte trafugate, icone staccate brutalmente dalle Chiese e vendute sul mercato nero.
Il verbo intervento si è dilungato nel tempo senza motivo- ha evidenziato il Console ellenico a Bari avv. Stelio Campanale- per questo la Turchia non può al momento accedere al club dell’Ue, e non per una motivazione politica ma squisitamente legata al diritto, perchè non rispetta la basilare regola della libera circolazione in uno Stato membro”. Degli aspetti più squisitamente archeologici ed artistici si è discusso il 7 dicembre 2006 nel Castello Svevo di Bari durante l’interessante simposio “L’Arte Bizantina di Cipro. Un patrimonio da salvare”, organizzato dall’Ambasciata della Repubblica di Cipro in collaborazione con Il Museo Bizantino della Fondazione Arcivescovo Makarios III, alla presenza di due illustri oratori, il dott. Ioannis Iliadis (Museo Bizantino, Nicosia) che ha riflettuto su Il Museo Bizantino della Fondazione Arcivescovo Makarios III e la salvaguardia del patrimonio culturale di Cipro, e il prof. Charalampos Chotzakoglou (Libera Università di Atene) che si è soffermato sulle Peregrinazioni nel settentrione cipriota: la testimonianza dei monumenti.
Una rivisitazione del dramma culturale che si è cosumato in questi anni nell’isoletta a est del Mediterraneo, una storia di prevaricazioni e ingiustizie, con cittadini che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni e grazie alla dedizione dei quali alcune preziosissime icone sono state tratte in salvo. Non un’analisi politica dunque a favore o contro lo Stato turco, ma una panoramica reale ed oggettiva delle migliaia di opere di inestimabile valore (prezzo di base sul mercato nero, un milione di dollari) che sono state barbaramente distrutte al pari delle splendide chiese bizantine ridotte a un cumulo di macerie o ancora peggio sconsacrate senza pudore, adibite ora a stalle o bagni.
Quello che i turchi hanno fatto a Cipro- ha proseguito S.E. il Console ellenico Stelio Campanale- non è diverso dagli scempi culturali che si sono perpetrati in Serbia o in Iraq, quindi il nostro compito è solo quello di far conoscere la storia, nient’altro.
Il simposio ha dovuto fare a meno della presenza di SE l’Ambasciatore della Repubblica di Cipro, dott. Stavros Epameinondas che, a causa di un inconveniente automobilistico, è rimasto bloccato a Napoli, ma ha ugualmente inteso partecipare all’evento inviando un messaggio.
Il ruolo del Museo Bizantino quale depositario dell’eredità culturale della terra cipriota si muove in quattro assi- ha evidenziato Ioannis Iliadis: la conservazione e il mantenimento dei tesori esistenti; la loro esposizione e partecipazione in ambiti del sistema educativo; l’informazione sulla questione dei tesori saccheggiati e l’identificazione all’estero dei tesori saccheggiati con l’obbiettivo la loro denuncia e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su quest’argomento”.
Dal 2003 fin ad oggi abbiamo avuto la possibilità di organizzare e completare un programma di ricerca di documentazione fotografica delle chiese cristiane nella parte occupata dell’isola- evidenzia il prof. Charalampos Chotzakoglou- possiamo ora conoscere le condizioni e il destino del patrimonio culturale cristiano. Monumenti protocristiani e medievali di notevole importanza sono stati trovati in condizioni deplorevoli, devastati e quasi totalmente distrutti.
Fino alla Pasqua del 2003 era impossibile visitare la parte nord di Cipro occupata dalle truppe turche e visitare quindi gli antichi teatri e i siti archeologici, come per esempio quelli di Soloi o di Salamina, o descrivere le condizioni delle circa 550 chiese cristiane, ricche di decorazioni architettoniche e murali.
Speriamo che con l’aiuto del vostro e del nostro San Nicola- ha concluso Eliades- si possano evitare in futuro episodi del genere”.
La guerra- disse anni fa il Presidente della Corte di Appello di Chicago- può ridurre i nostri più grandi e venerati templi in cumuli di sassi. Ma solo l’ultimo dei furfanti può cercare di ottenere guadagno personale da questa perdita obiettiva”.

Francesco De Palo
9 dicembre 2006

CHIESE DI CIPRO SACCHEGGIATE



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